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Curiosità

La pietra del Mese: a Dicembre il Turchese

Nonostante il suo colore riporti alla mente l’estate, il Turchese è la pietra che viene solitamente affiancata al mese di Dicembre. Ne troviamo tracce in alcune delle culture più antiche al mondo, quali gli Egizi, i Maya e gli Indiani d’America, che lo consideravano un amuleto protettivo, una pietra con elevati poteri energetici.

Il nome moderno “Turchese” è in qualche modo frutto di una errata traduzione. Infatti la prima volta che fu portato in Francia da un commerciante veneziano, venne chiamato “Pierre Turquois”, ossia “pietra turca”, nonostante la sua origine persiana. Proprio in Persia invece era denominato “Ferozah”, che significa “vittorioso”. Fino al XII secolo il Turchese fu chiamato “Calläis”, “gemma bella”, nome che deriva probabilmente dall’antico greco “kalláïnos”.
Il primo a menzionare il Turchese in epoca romana fu Plinio il Vecchio, che la descrisse come una pietra delicata che si altera irreversibilmente a contatto con oli, saponi e profumi. Non a caso, tale gemma cambia colore a contatto con sostanze acide. Il reperto più antico ritrovato è un bracciale risalente a circa 8000 anni fa e scoperto in Egitto.

Il Turchese è un fosfato idrato di alluminio e rame, di colore azzurro-verde. Solitamente opaca o appena traslucida, questa gemma può mostrare un colore azzurro uniforme o venature brune o nere di limonite.
Questo minerale si trova nei giacimenti secondari di rame ma anche in rocce alluminifere, soprattutto arenarie o vulcaniche, solitamente poste in zone aride. Viene estratto prevalentemente in Arizona, Nevada, Nuovo Messico, Perù, Messico ed Australia, ma anche nella zona del Nishapur in Iran, di cui ad oggi è la pietra nazionale, in Tibet ed in alcune zone dell’Africa, fra cui il Sinai in Egitto, in cui furono estratti i primi Turchesi nel 6000 a.C. ed infine in Turchia.
Il taglio più usato è quello Cabochon a superficie curva senza sfaccettature.

Al Turchese viene attribuita generalmente la capacità di esercitare un’azione disintossicante, antidolorifica, tonica e ricostituente. Si ritiene che produca un aumento dell’energia e che stimoli la crescita dell’organismo, soprattutto in casi di deperimento, accelerando i processi di guarigione.
Come tutte le pietre blu e azzurre, è legata al 5º chakra, quello della gola ed infatti svolge un ruolo purificatore e ossigenatore sui polmoni e previene le affezioni di tutto l’apparato respiratorio.

In Cristalloterapia, tradizionalmente si attribuiscono al Turchese proprietà protettive. Inoltre infonde energia nei momenti di stanchezza, allevia la depressione e protegge l’individuo dalle influenze negative dell’ambiente. Essendo collegato al Chakra della gola, si ritiene che favorisca l’uso della parola e della comunicazione, facilitando il dialogo e ispirando chiarezza e pensieri elevati.
Sono particolarmente attratte da questa pietra le persone che tendono a vedere tutto in modo molto soggettivo, sempre attraverso il filtro dei propri sentimenti. Dovrebbero utilizzare il Turchese proprio per facilitare la capacità di scegliere e cambiare la propria vita.

Il Turchese stimola l’intuizione e la percezione della propria unità psico-fisica, equilibrando i lati maschile/femminile ed i dualismi corpo/spirito di ogni persona. Promuove il senso della bellezza e facilita i rapporti interpersonali e l’armonia nelle relazioni di coppia. E’ considerato infine un amuleto di buona fortuna nei viaggi.

Il modo migliore per utilizzare la pietra di Turchese è quella di tenerla a stretto contatto con la pelle, soprattutto all’altezza del Chakra della gola, magari con un ciondolo. Può essere utilizzato anche durante una meditazione, perché aumenta la capacità di visualizzazione. Tenuta vicino al letto, si pensa che faciliti il riposo e aiuti a ricordare i sogni.

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